La comparsa dei primi dentini è una fase importante della crescita, spesso accompagnata da salivazione abbondante, gengive sensibili, bisogno di mordere e maggiore irritabilità. Quando il bambino appare più caldo del solito, però, molti genitori si domandano se si tratti della cosiddetta febbre da dentizione oppure del sintomo di un disturbo non collegato all’eruzione dentale.

È importante chiarire fin dall’inizio che la dentizione può essere associata a un lieve aumento della temperatura corporea, ma non dovrebbe causare una vera febbre pari o superiore a 38 °C. Attribuire automaticamente ogni rialzo febbrile ai dentini rischia di far trascurare infezioni respiratorie, otiti, disturbi gastrointestinali o altre condizioni che devono essere valutate dal pediatra.

Presso lo Studio Odontoiatrico Balzano Goria a San Mauro Torinese, l’attenzione alla salute orale comincia fin dai primi anni di vita grazie alla pedodonzia. Conoscere i sintomi realmente legati alla dentizione aiuta i genitori a gestire questa fase con maggiore serenità, evitando rimedi improvvisati e riconoscendo i segnali per i quali è opportuno rivolgersi al pediatra o al dentista.

Febbre da dentizione

Cosa si intende per Febbre da dentizione?

L’espressione “febbre da dentizione” viene comunemente utilizzata per descrivere l’aumento della temperatura che alcuni genitori osservano durante la comparsa dei denti da latte. Dal punto di vista medico, tuttavia, questa definizione può risultare fuorviante: la dentizione può coincidere con una temperatura leggermente più alta del solito, ma non è considerata una causa di vera febbre, generalmente definita da una temperatura corporea pari o superiore a 38 °C.

Il processo di dentizione consiste nel graduale movimento del dente attraverso l’osso e la gengiva fino alla sua comparsa nel cavo orale. I primi denti iniziano solitamente a erompere intorno ai sei mesi, anche se esiste una notevole variabilità individuale: alcuni bambini possono mettere il primo dentino prima dei quattro mesi, mentre altri possono attendere oltre il primo anno. Nella maggior parte dei casi, i primi a comparire sono gli incisivi centrali inferiori, seguiti dagli incisivi superiori, dai molari, dai canini e infine dai secondi molari.

Quando il dente si avvicina alla superficie, la gengiva può diventare arrossata, tesa e più sensibile. Il bambino tende quindi a mordere giocattoli, mani o altri oggetti per esercitare una pressione che può alleviare temporaneamente il fastidio. Possono comparire anche salivazione più abbondante, irritabilità moderata, difficoltà ad addormentarsi e una guancia leggermente arrossata dalla parte interessata.

La dentizione avviene spesso tra i sei e i ventiquattro mesi, una fase nella quale i bambini entrano maggiormente in contatto con oggetti, persone e ambienti esterni. Nello stesso periodo, inoltre, possono verificarsi con maggiore frequenza raffreddori, infezioni delle vie respiratorie, otiti e disturbi gastrointestinali. Per questo motivo, la comparsa contemporanea di un dentino e della febbre non significa necessariamente che i due fenomeni abbiano la stessa origine.

Il rischio principale consiste nel considerare la dentizione una spiegazione sufficiente per qualsiasi sintomo. Una temperatura elevata, una forte sonnolenza, il rifiuto persistente dei liquidi, il vomito o la diarrea non devono essere attribuiti automaticamente ai denti. In presenza di questi segnali è importante valutare lo stato generale del bambino e confrontarsi con il pediatra, soprattutto quando il piccolo ha meno di tre mesi.

Come capire se stanno spuntando i dentini?

I sintomi della dentizione possono cambiare da bambino a bambino. Alcuni neonati attraversano questa fase senza particolari disturbi, mentre altri mostrano una maggiore sensibilità nei giorni immediatamente precedenti o successivi all’eruzione. I segnali più comuni sono generalmente localizzati nella bocca e comprendono gengive arrossate o gonfie, aumento della salivazione e bisogno frequente di mordere.

Osservando delicatamente la bocca, il genitore può notare una piccola area più chiara o leggermente rilevata sulla gengiva. Talvolta il profilo del dente è visibile sotto il tessuto gengivale prima che la superficie bianca emerga. Il bambino può portare spesso le mani alla bocca, strofinare la gengiva con le dita oppure cercare oggetti da mordere. Questi comportamenti sono normali, purché gli oggetti utilizzati siano adatti all’età, puliti e privi di parti staccabili.

La salivazione può aumentare anche diverse settimane prima della comparsa del primo dente. La pelle intorno alla bocca può quindi irritarsi, soprattutto sul mento e sulle guance. Non si tratta di un’eruzione causata direttamente dal dente, ma dell’effetto del contatto prolungato tra la saliva e una pelle molto delicata. Asciugare senza strofinare e mantenere la zona pulita può contribuire a ridurre l’irritazione.

Tra i possibili segnali della dentizione rientrano:

Questi sintomi dovrebbero essere generalmente lievi e limitati nel tempo. Un bambino che piange in modo inconsolabile, appare molto abbattuto, respira con difficoltà, rifiuta a lungo latte e liquidi oppure presenta febbre alta non sta mostrando il quadro tipico della semplice dentizione. La presenza di un dentino in eruzione non esclude infatti che possa esserci contemporaneamente un’altra condizione.

Anche diarrea, vomito, tosse, naso che cola e irritazioni importanti nell’area del pannolino non sono considerati sintomi direttamente provocati dalla dentizione. Il fatto che il bambino porti molti oggetti alla bocca può aumentare l’esposizione a virus e batteri, ma ciò non significa che il dente sia la causa dell’eventuale infezione.

Come riconoscere la febbre da dentizione dalla vera febbre?

Per distinguere un leggero rialzo termico da una vera febbre non è sufficiente toccare la fronte del bambino. La percezione della temperatura attraverso la mano può essere influenzata dall’ambiente, dall’abbigliamento, dal pianto o dall’attività fisica. È quindi necessario utilizzare un termometro digitale affidabile, seguendo le indicazioni del dispositivo e quelle fornite dal pediatra per l’età del bambino.

Una temperatura inferiore a 38 °C, in un bambino attivo, reattivo e senza altri sintomi rilevanti, può coincidere con la dentizione. Anche in questo caso, però, non è possibile stabilire la causa osservando soltanto il valore misurato. È utile considerare il comportamento generale: il bambino continua a bere? Interagisce con i genitori? Si calma quando viene consolato? Respira normalmente? Questi elementi sono spesso più indicativi del solo numero riportato dal termometro.

Quando la temperatura raggiunge o supera i 38 °C si parla generalmente di febbre, non di un semplice effetto della dentizione. Una vera febbre è spesso la risposta dell’organismo a un’infezione e deve essere valutata in relazione all’età, alla durata e agli eventuali sintomi associati. L’American Academy of Pediatrics e il Manuale MSD sottolineano che la comparsa dei denti può provocare al massimo un lieve aumento della temperatura, ma non una febbre vera.

La differenza può essere riassunta in modo semplice:

Occorre prestare particolare attenzione ai bambini molto piccoli. Un neonato di età inferiore a tre mesi con una temperatura pari o superiore a 38 °C deve essere valutato rapidamente da un medico, anche quando non presenta altri sintomi evidenti. Nei bambini tra tre e sei mesi, una temperatura pari o superiore a 39 °C richiede ugualmente un confronto tempestivo con un professionista sanitario.

La dentizione non deve quindi diventare una diagnosi formulata in autonomia. È una fase fisiologica, ma può verificarsi nello stesso momento di un’infezione. In caso di dubbio è preferibile non aspettare che il sintomo passi da solo, soprattutto se il bambino appare diverso dal solito o se la temperatura continua ad aumentare.

Quanto dura la febbre da dentizione e quanto tempo impiega il dentino a uscire?

Non esiste una durata uguale per tutti. L’eruzione dentale è un processo graduale e il fastidio può comparire nei giorni precedenti alla fuoriuscita del dente, attenuarsi quando la superficie attraversa la gengiva e ripresentarsi con il dentino successivo. In genere, i disturbi localizzati della dentizione sono temporanei e di lieve intensità, spesso limitati a pochi giorni per ciascun dente.

Il tempo necessario affinché un dentino emerga completamente dipende dalla posizione, dallo spessore della gengiva e dal ritmo di crescita individuale. La gengiva può apparire tesa per alcuni giorni, ma il processo complessivo di spostamento del dente comincia molto prima che il genitore possa osservarlo. Non è quindi possibile prevedere con precisione il giorno in cui il bordo del dente diventerà visibile.

La comparsa dei denti da latte segue orientativamente una sequenza:

Queste età sono indicative. Un bambino può mettere i denti prima o dopo senza che ciò rappresenti necessariamente un problema. La valutazione odontoiatrica permette di controllare che la crescita delle arcate e l’eruzione stiano procedendo in modo armonico.

Per quanto riguarda la temperatura, un lieve rialzo eventualmente coincidente con la dentizione dovrebbe essere breve e non raggiungere i valori della vera febbre. Se la temperatura è pari o superiore a 38 °C, dura diversi giorni oppure ricompare dopo un’apparente guarigione, non dovrebbe essere definita “febbre da dentini”. È necessario cercare altre possibili cause con l’aiuto del pediatra.

Anche la durata degli altri sintomi è importante. Salivazione e bisogno di mordere possono accompagnare diverse fasi dell’eruzione, mentre diarrea persistente, vomito o forte inappetenza richiedono una valutazione distinta. Aspettare per molti giorni pensando che tutto dipenda dai denti potrebbe ritardare il riconoscimento di un’infezione o di una condizione che necessita di attenzione.

Cosa fare quando spuntano i dentini e il bambino è irritabile?

Quando il bambino presenta i normali fastidi della dentizione, l’obiettivo non è accelerare artificialmente la comparsa del dente, ma aiutarlo a vivere questa fase con maggiore comfort. Una delle soluzioni più semplici consiste nel massaggiare delicatamente la gengiva con un dito pulito, esercitando una pressione leggera per pochi secondi.

Si possono utilizzare anelli da dentizione adatti all’età, realizzati in materiale resistente e mantenuti in frigorifero. La temperatura fresca può ridurre temporaneamente la sensibilità della gengiva. L’oggetto non dovrebbe però essere congelato: un prodotto eccessivamente freddo e rigido potrebbe irritare o danneggiare i tessuti delicati della bocca. È inoltre importante verificare periodicamente che non presenti crepe, parti deteriorate o elementi che potrebbero staccarsi.

Un panno pulito, leggermente inumidito e raffreddato in frigorifero, può essere offerto sotto la supervisione di un adulto. Qualsiasi oggetto utilizzato deve avere dimensioni adeguate e non comportare il rischio di soffocamento. Il bambino non dovrebbe mai essere lasciato solo mentre mastica un oggetto, anche quando è stato progettato per la dentizione.

La salivazione abbondante può rendere la pelle intorno alla bocca arrossata. È utile tamponare delicatamente la zona con un tessuto morbido, evitando di strofinare. Il mantenimento di una buona idratazione e di una routine tranquilla può inoltre aiutare il bambino, soprattutto se il fastidio interferisce con il sonno o con l’alimentazione.

In presenza di dolore più evidente, qualsiasi farmaco deve essere somministrato soltanto secondo le indicazioni del pediatra. Il dosaggio dei medicinali pediatrici dipende dall’età, dal peso, dalle condizioni generali e da eventuali terapie già in corso. Non bisogna utilizzare prodotti destinati agli adulti, modificare autonomamente le dosi oppure alternare farmaci senza una precisa indicazione sanitaria.

Se il bambino rifiuta temporaneamente alimenti molto caldi o consistenti, si possono proporre cibi compatibili con la sua età e con il percorso di svezzamento, scegliendo temperature moderate o fresche. Non bisogna però introdurre alimenti nuovi, duri o facilmente frammentabili con il solo scopo di farli mordere.

Infine, il genitore dovrebbe osservare l’andamento generale. Se il piccolo continua a interagire, bere e calmarsi con il contatto, il fastidio può essere gestito con semplici attenzioni. Se invece appare molto sofferente, abbattuto o presenta febbre, la valutazione deve concentrarsi sulla possibile presenza di una malattia, non soltanto sui dentini.

Cosa non fare durante la dentizione: i rimedi fai da te da evitare

I rimedi tramandati informalmente o trovati online non sono sempre innocui. Alcuni prodotti possono contenere sostanze non adatte ai neonati, mentre altri comportano rischi di soffocamento, intossicazione o lesione della gengiva. Per questo motivo è importante evitare qualsiasi soluzione non valutata dal pediatra o dal dentista.

Non bisogna applicare sulle gengive alcol, liquori, oli essenziali, preparati casalinghi o sostanze irritanti. La mucosa orale del neonato assorbe rapidamente alcune sostanze e una quantità apparentemente minima può avere effetti importanti. Anche i rimedi definiti “naturali” possono provocare reazioni allergiche, irritazioni o interazioni imprevedibili. Naturale non significa automaticamente adatto a un bambino.

I gel anestetici non devono essere acquistati e utilizzati senza un’indicazione sanitaria. Alcune formulazioni possono contenere principi attivi non raccomandati nei bambini piccoli e il sollievo ottenuto è spesso breve, perché la saliva rimuove rapidamente il prodotto. L’American Academy of Pediatrics e il Manuale MSD segnalano in particolare i rischi legati ad alcuni gel anestetici e alle sostanze applicate autonomamente sulle gengive.

Sono inoltre da evitare:

Le collane da dentizione, comprese quelle realizzate con ambra, legno o silicone, possono comportare un rischio di strangolamento o soffocamento. Non esistono prove affidabili che possano favorire l’eruzione dentale o ridurre la temperatura.

Non bisogna mai tentare di “aiutare” il dente a uscire incidendo, bucando o strofinando energicamente la gengiva. Il tessuto gengivale deve essere lasciato evolvere naturalmente. Una manipolazione impropria potrebbe causare dolore, sanguinamento e contaminazione batterica.

Anche l’uso autonomo di antibiotici è scorretto. Gli antibiotici non curano la dentizione e non devono essere somministrati per un rialzo termico senza una diagnosi. La febbre può avere origine virale, batterica o infiammatoria e soltanto il medico può stabilire se sia necessario un trattamento farmacologico.

Il comportamento più prudente consiste quindi nell’utilizzare metodi semplici e non invasivi, osservare il bambino e chiedere consiglio quando i sintomi non corrispondono al normale quadro della dentizione.

Quando preoccuparsi per la temperatura durante la dentizione?

Il valore della temperatura deve sempre essere interpretato insieme all’età e alle condizioni generali del bambino. Una temperatura pari o superiore a 38 °C in un neonato di meno di tre mesi richiede una valutazione medica tempestiva, anche quando il piccolo sembra stare bene. Nei bambini tra tre e sei mesi, una temperatura pari o superiore a 39 °C rappresenta ugualmente un segnale da riferire rapidamente al pediatra.

È opportuno chiedere assistenza medica quando la febbre dura diversi giorni, continua ad aumentare oppure è accompagnata da un evidente peggioramento. La dentizione non dovrebbe provocare un bambino molto abbattuto, difficile da svegliare o incapace di mantenere la normale interazione con i genitori.

Tra i segnali da non sottovalutare rientrano:

Questi sintomi richiedono una valutazione sanitaria e, nei casi più gravi, assistenza urgente.

Anche tirarsi o strofinarsi l’orecchio viene talvolta interpretato come segno di dentizione. Può effettivamente essere un comportamento collegato al fastidio gengivale, ma può anche comparire in presenza di un’otite, soprattutto se associato a febbre, pianto intenso, difficoltà a dormire o fuoriuscita di liquido dall’orecchio. Non è quindi possibile distinguere le due condizioni osservando un singolo gesto.

La diarrea rappresenta un altro esempio frequente. Non viene considerata una conseguenza diretta dell’eruzione dentale. Se è abbondante, dura più di un giorno o si accompagna a vomito e scarsa idratazione, è necessario confrontarsi con il pediatra.

Il principio fondamentale è semplice: la presenza di un dentino non spiega automaticamente ogni disturbo. Quando il genitore percepisce che qualcosa non corrisponde al comportamento abituale del bambino, è corretto chiedere un parere anche in assenza di tutti i segnali elencati.

Come iniziare a lavare i denti ai bambini?

La cura della bocca dovrebbe iniziare prima ancora della comparsa del primo dentino. Nei primi mesi è possibile detergere delicatamente le gengive con una garza morbida o un panno pulito e umido, senza strofinare con forza. Questa abitudine aiuta il bambino a familiarizzare con il contatto nella bocca e rende più semplice introdurre successivamente lo spazzolino.

Quando compare il primo dente, è il momento di iniziare una vera igiene orale quotidiana. Lo spazzolino deve avere una testina piccola, setole morbide e dimensioni adeguate all’età. Il genitore deve occuparsi direttamente della pulizia, perché un bambino piccolo non possiede ancora la manualità necessaria per rimuovere correttamente la placca.

La quantità e la tipologia di dentifricio devono essere concordate con il dentista o il pediatra, considerando l’età e il rischio individuale di carie. Non è consigliabile scegliere autonomamente prodotti abrasivi, sbiancanti o formulazioni destinate agli adulti. Anche una quantità eccessiva di dentifricio non migliora la pulizia.

I denti dovrebbero essere puliti con movimenti delicati, raggiungendo tutte le superfici accessibili. Particolare attenzione deve essere dedicata alla pulizia serale, perché durante il sonno la produzione di saliva diminuisce. Dopo aver lavato i denti è preferibile evitare bevande zuccherate, succhi, biscotti o latte addizionato con zuccheri.

La dentizione non deve essere considerata un motivo per sospendere lo spazzolamento. Se la gengiva è sensibile, si può procedere con maggiore delicatezza, evitando pressioni intense. Mantenere pulita la zona aiuta a limitare l’accumulo di placca intorno al dentino appena comparso.

È inoltre importante non lasciare che il bambino si addormenti abitualmente con il biberon contenente bevande zuccherate. Il contatto prolungato degli zuccheri con i denti può favorire la comparsa precoce di carie. La salute dei denti da latte è importante per la masticazione, la fonazione e il corretto mantenimento degli spazi destinati ai denti permanenti.

La prima valutazione odontoiatrica permette ai genitori di ricevere indicazioni personalizzate sull’igiene, sull’alimentazione e sulle abitudini orali. Non è necessario attendere la comparsa di dolore o carie: un approccio precoce aiuta il bambino a conoscere gradualmente l’ambiente dello studio e consente di controllare lo sviluppo della bocca in modo sereno.

Febbre da dentizione: riconoscere i sintomi senza sottovalutare la salute del bambino

La cosiddetta Febbre da dentizione è un’espressione molto diffusa, ma deve essere interpretata correttamente. L’eruzione dei denti da latte può essere accompagnata da gengive arrossate, salivazione abbondante, bisogno di mordere, irritabilità e un lieve rialzo della temperatura. Non dovrebbe invece provocare una vera febbre pari o superiore a 38 °C.

Quando il bambino ha la febbre, appare abbattuto, respira con difficoltà, beve poco o presenta altri sintomi importanti, è necessario rivolgersi al pediatra senza attribuire automaticamente il disturbo ai dentini. Per alleviare il normale fastidio della dentizione sono preferibili interventi semplici, come il massaggio delicato delle gengive e l’utilizzo sorvegliato di oggetti refrigerati adatti all’età. Devono invece essere evitati gel, farmaci, collane e rimedi fai da te non indicati da un professionista.

La comparsa del primo dentino segna anche l’inizio dell’igiene orale quotidiana e rappresenta un momento utile per ricevere indicazioni personalizzate. Presso lo Studio Odontoiatrico Balzano Goria di San Mauro Torinese è possibile approfondire la cura dei denti da latte, la corretta pulizia della bocca e lo sviluppo della dentatura durante la crescita.

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